Il Vietnam in Vespa, le 10 tappe imperdibili

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fonte foto www.1000cuorirossoblu.it

Stile e resistenza, design e poesia, la Vespa e il Vietnam.  Legame indissolubile sin dal 1954 quando l’icona italiana diventa uno degli ultimi export transalpini in Indocina prima della sconfitta di Dien Bien Phu. I francesi tornano in patria, ferrovie, architetture coloniali, contaminazioni culinarie e la Vespa restano. Quest’ultima diventerà parte integrante della cultura vietnamita e oggetto del desiderio di un paese orgoglioso, intelligente e con un innato senso estetico e del dovere. Il Vietnam è anche una nazione vibrante e colorata dove le strade brulicano di mezzi a due ruote – a volte carichi come suv, altri con quattro persone sul sellino – con l’economia più brillante del sudest asiatico. Il futuro è qui; accanto  a tradizioni ancestrali, anime gentili, templi Cham nella giungla e metropoli che corrono all’impazzata.  Mille anni dopo il Nam tien  – la discesa verso sud che unificò il paese  – ripercorriamo il viaggio dei Viet dalla capitale ad Ho Chi Minh passando per visioni Patrimonio Unesco, strade costiere e paesaggi rurali su due agili Vespa GTS spinte dal nuovo motore Iget 125cc e prodotte da Piaggio per il mercato asiatico nella fabbrica di Vinh Phuc alle porte di Hanoi.  Un’esperienza di guida e di vita unica al mondo attraverso un paese che con coraggio, astuzia e sacrificio ha saputo sconfiggere ogni forma d’imperialismo e superare le atrocità della guerra; raccontate come meglio e più duramente non si potrebbe nel War Remnants Museum nel distretto 1 dell’ex Saigon.

Guida alla guida in Vietnam – Prima di balzare in sella, ecco alcune semplici regole da seguire per guidare in Vietnam ed essere felici. Innanzitutto non lasciarsi scoraggiare dalla selva di motorini; una volta su strada infatti basta seguire il ritmo e saranno gli altri scooteristi ad evitarvi se andate troppo piano o vi muovete con indecisione. Gli spazi sono sempre molto angusti ma i vietnamiti sono particolarmente abile nello stretto ed abituati alla carenza di spazio. In città come in autostrada o in campagna, non dare mai nulla per scontato; nel senso che i segnali stradali vengono interpretati come suggerimenti e nessuno aspetterà che la strada sia libera per immettersi, fare inversioni a U o attraversare le corsie. C’è comunque un senso nell’apparente caos; i veicoli più lenti occupano l’estrema destra della carreggiata (dove vanno messi in conto motorini contromano ed auto ferme oppure a marcia indietro), quelli veloci viaggiano a sinistra ma si può sorpassare da entrambe le parti. Auto e autobus segnalano la loro presenza con un colpo di clacson e nessuno, neanche di fronte alla più sconsiderata della manovre, impreca o si arrabbia. In sintesi su strada vale tutto ma la flessibilità mentale dei locali e la preponderanza di mezzi a due ruote rende la circolazione facile, relativamente scorrevole e molto più rilassante che in’Europa anche nelle città. Le Vespe si noleggiano ovunque ed all’occorrenza, nei lunghi spostamenti, tunnel o valichi, possono essere caricate su furgoni e treni a costi irrisori e poi recuperate alla stazione di arrivo. Prima di mettervi in marcia acquistate un sim locale con traffico dati per consultare Google Maps durante gli spostamenti.

1: L’eleganza di Hanoi – Circondata da un reticolo di risaie e attraversata dal solenne scorrere del Fiume Rosso, Hanoi è la più antica capitale del sudest asiatico ed una metropoli elegante, istituzionale e organizzata. Le Vespe ci attendono accanto al Teatro dell’Opera e dall’elegante quartiere coloniale con candidi edifici liberty e cyclò cromati, si parte alla scoperta della città circumnavigando il lago Ho Hoan Kiem (dove alla’alba vedrete i locali praticare yoga e thai chi ndr) seguita da una breve camminata sul ponte rosso che conduce al sacro tempio Den Ngoc Son. Si torna in sella per scoprire (e perdersi ndr) nei colorati ed effervescenti vicoli dell’Old Quarter ed una volta ritrovata la retta via nel medioevale e labirintico antico quartiere, le tappe di rilevanza storica raggiunte in pochi minuti di Vespa sono il poetico Tempio della Letteratura, il Museo delle Belle Arti, il Museo della Storia Militare ed il Mausoleo di Ho Chi Minh con la casa su palafitte dove il celebre statista, politico e rivoluzionario vietnamita abitò per alcuni anni. Due giorni ad Hanoi sono sufficienti per calarsi nelle atmosfere e abitudini del paese, sconfiggere il jet-lag, abituarsi alla guida ed innamorasi della gentilezza dei suoi abitanti.

2: Baia di Ha Long –  Arrivare in grande stile nel golfo del Tonchino dopo circa 170 chilometri di strada a scorrimento veloce (che in Vietnam significa 45 orari di media) e godersi la crociera di una notte sfiorando i migliaia di faraglioni Patrimonio Unesco nella Baia di Halong, rientra tra le cose da fare una volta nella vita. Destinazioni inflazionata se chiedete agli snob ma in realtà assolutamente imperdibile, Ha Long Bay “dove il drago scende in mare” trasmette una stato di sospensione dalla realtà con infinite forme di granito che avvolte dalla luce eterea di queste latitudini, emergono silenziose ed imponenti dalle acque immobili del Mar Cinese. Le 24 ore sull’Indochina Junk sono un sogno ad occhi aperti e la città di Ha Long un’interessante finestra sull’incessante sviluppo urbano e infrastrutturale del Vietnam.

3: Street-Food e Cucina d’autore – Fermarsi sul ciglio della strada e mangiare come Re a meno di due euro a persona non ha prezzo.  La cucina vietnamita, fresca, ricca di verdure, legata all’utilizzo del riso in tutte le sue formi ed a squisiti brodi di centenaria saggezza, è tra le migliori e più economiche del mondo. Ad Hanoi la giornata inizia con il Bun Cha (carne di maiale alla griglia con noodles di riso, erbe aromatiche, salsa di pesce)e prosegue con Banh Cuon e Banh Goi. La bella Hoi An è la patria del sandwich vietnamita con baguette (alta eredità francese ndr) ed una gustosa varietà di dim sum di origine cinese. Huè è la casa della cucina imperiale mentre in indirizzi come il Pavillon Restaurant di Nha Trang si mangiano granchi in agrodolce, pesce cotto al vapore in foglie di banana e leccornie ittiche buone e ben presentata. In generale, in tutto il Vietnam il cibo vale il viaggio e poche cose danno più soddisfazione del suo street-food; saporito, sano, rinvigorente e mai costoso.

4: La magia di Hoi An – Influenze architettoniche cinesi, giapponesi e portoghesi; case di mercanti, lanterne, musica classica nelle strade e giunche sul fiume accanto a fiori di loto. Hoi An – Patrimonio Unesco dal 1999 – è considerata la città con più fascino e atmosfera del Vietnam e le sue tante gemme includono la Casa di Tan Ky, il Ponte Coperto giapponese e la sala riunioni della congregazione cinese del Fujian. Hoi An è anche famosa per la sartoria, la seta, il cibo (provate il sublime Coa Lau e il banh vac ndr) e la prossimità con il mare. Dulcis in fondo, una notte nelle confortevoli camere dell’Ha An Hotel – elegante dimora in stile coloniale con piscina e amache nel curato giardino – costa appena quaranta euro.

5: Curve sul mare – Una sontuosa e seducente striscia di asfalto levigato che dal lungomare di Da Nang s’inerpica fino al lussureggiante passo di Hai Van per poi precipitare in paesaggi di laghi, steppe bruciate e risaie dove il tempo sembra essere fermo a secoli fa. La strada da Hoi An a Huè è un banco di prova per agilità e ciclistica della Vespa GTS ed un’esperienza fantasmagorica tutta pieghe, allunghi e paesaggi mozzafiato contesi tra terra, acqua, giungla e cielo. L’ultimo tratto sulla Ho Chi Minh Highway o QL1A può risultare abbastanza impegnativo causa caldo, Tir e acquazzoni ma il premio sono 130 chilometri di ricordi indelebili ed i fotogrammi imperiali sul fiume dei Profumi; il più caro a poeti ed artisti vietnamiti.

6: Verso la Cittadella imperiale di Huè – Le case alte e strette lungo immensi viali alberati annunciano ordinate la suggestiva capitale degli imperatori Nguyen. Huè, teatro di feroci battaglie come da Full Metal Jacket di Kubrick in cui andarono persi circa 120 dei 148 edifici della Cittadella, unisce tombe e templi, palazzi e pagode, sacro e profano, tradizione e modernità. Un irrinunciabile tappa Patrimonio Unesco da scoprire su due ruote scorrazzando lungo le sponde del Fiume dei Profumi ed i suoi ponti prima di visitare la pagoda di Bao Quoc e quindi calarsi nelle evocative atmosfere del Recinto Imperiale. Una spirituale e rasserenante passeggiata tra Frangipane, luoghi di culto, la Città Purpurea Proibita e simbologie all’interno del Tempio di To Mieu come le nove Urne Dinastiche ed i novi cannoni sacri.

7: Templi, giungla, campagna – Felici e spensierati al manubrio sfiorando risaie, villaggi, fiori, vegetazione e profumi del sud-est asiatico. Ritmi slow, zero traffico e tanti sorrisi. Fotogrammi  dal Vietnam rurale. Un sogno ad occhi aperti di quiete e brividi sotto pelle. Percorrere le strade dell’entroterra in Vespa è un’altra di quelle esperienze che colpisce dritto al cuore e se da Hanoi una bella escursione è verso il Parco nazionale di Ba Vi, il tragitto da non perdere da Hoi An  – e del Vietnam centrale – è lo straordinario My Son; il più grande sito archeologico Cham del paese immerso nella giungla e dominato dal Monte del Dente di Gatto. Riscoperto dai francesi e in parte devastato dai bombardamenti americani, My Son risale al IV secolo ed è un luogo di grande bellezza e spiritualità facilmente raggiungibile in modo indipendente.

8: In Vespa nella nuova Ho Chi Minh –  Luci e grattacieli, ottimismo e voglia di futuro. Con l’apertura agli investimenti stranieri ed un Pil in costante ascesa, Ho Chi Minh si appresta a seguire le orme di Shanghai. Il panorama urbano dell’ex Saigon è scandito da gru, cantieri aperti e progetti faraonici. La struttura che meglio aiuta a comprendere potenzialità, intenti e direzione del turismo di Ho Chi Minh City è il regale The Reverie; gemma della collezione The Leading Hotels of the World all’interno di un avveniristico grattacielo sul Saigon River. Un luogo onirico e scenografico in cui la perfezione è giudicata come qualcosa di appena sufficiente e dove gli ospiti sono trasportati da una Rolls Royce Phantom a passo lungo di proprietà con autista e draghi intarsiati sui poggiatesta. Simboli dalla nuova Ho Chi Minh; metropoli di tentazioni, cultura, storia e perdizione da scoprire anche con un tour al crepuscolo in Vespa avvolti da uno skyline in costante metamorfosi e vagonate di energia da assorbire per osmosi.

9: Le grandi strade del nord –  Un viaggio nel viaggio nelle alture del profondo nord del Vietnam. Partenza da Hanoi, sosta a Mai Chau e quindi passaggio nei campi di battaglia di Dien Bien Phu; capoluogo dell’omonima provincia dove il 7 Maggio del 1954 le forze nazionaliste Viet Minh costrinsero alla resa la guarnigione francese. Proseguendo a nord verso Lao Cai arriverete il Passo di Tram Ton – situato a quota 1900 metri – che annuncia le fotografatissime risaie a terrazza di Sapa mentre volgendo ad est c’è Bac Ha; zona di minoranze etniche e villaggi tribali. Muoversi a due ruote in modo autonomo significa seguire i propri ritmi e tempi e trovarsi a stretti contatto con i locali respirando storia e tradizioni dei luoghi attraversati. In altre parole, non esiste modo migliore per conoscere il Vietnam

10: Spiagge e sviluppo – Negli anni ’90 il piacevole e sofisticato Evason Ana Mandara del Six Senses (gruppo privato con partecipazione statale ndr) costruito a due passi dalla riva, diventa il primo resort di lusso del Vietnam e l’unico albergo a cinque stelle in località Nha Trang. Oggi nell’adiacente baia di Cam Ranh – famosa per le acque cristalline e la presenza dei sottomarini americani durante la guerra – il susseguirsi di cantieri da parte di molti colossi dell’hotellerie internazionale intenti a costruire vere e proprie città di lusso sulla spiaggia, annuncia l’imminente esplosione del turismo. Centinaia di migliaia di nuovi posti letto per un ciclopico sequel al piuttosto vistoso e kitsch Vin Pearl nell’isola dall’altra parte del golfo. Turbo capitalismo con vista mare.

(fonte: http://www.repubblica.it)