I giudici di Bruxelles “autorizzano” i cinesi a copiare la Vespa

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I giudici di Bruxelles “autorizzano” i cinesi a copiare la Vespa. Il fatto che siano stati cambiati alcuni particolari dello scooter non fa configurare il plagio

Quando i cinesi decidono di copiarti non ce n’è per nessuno. Lo sta imparando a sue spese la Piaggio che vede la sua Vespa replicata da una azienda cinese che ha avuto, per il momento, ragione dai giudici dell’Agenzia per la proprietà intellettuale dell’Eu, secondo quali il fatto che siano stati cambiati alcuni particolari dello scooter non fa configurare il plagio.

I giudici di Bruxelles hanno dato per buono il concetto a base della difesa dell’industria cinese Zhejiang Zhongneng, che, dimostrando di avere cambiato alcuni dettagli dello scooter, hanno ”certificato” che il suo prodotto non ha copiato la Vespa.

Secondo la Piaggio, il ”gemello” cinese della Vespa sfrutta commercialmente un prodotto frutto del lavoro di altri, da cui hanno copiato le caratteristiche principali e peculiari.

L’industria italiana comunque ha deciso di ricorrere alla Corte di giustizia dell’UE.

Ma, in attesa che la Corte si pronuci, i cinesi continueranno a produrre e vendere la loro copia, senza incorrere in penali o sanzioni.

I magistrati, per giustificare la loro decisione, si sono lasciati andare a considerazioni estetiche, di design e di stile che non dovrebbero entrare in un’aula di (presunta) giustizia, perché a loro avviso la Vespa ha un ”carattere rotondo, femminile e vintage”, mentre il gemello cinese è contrassegnato da “linee rette interrotte da angoli” che trasmettono una sensazione di “rigidità, severità, freddezza”.